Ante Whatsapp non c’era niente

Non sono mai stata una persona particolarmente amante dei social, ho tolto da tempo  Facebook e instagram, perché, pur essendo una millennial, non  capisco il senso di questo apparire. Ovviamente da ragazzina anche io ero vittima dei social: postavo foto acchiappa like per mettermi in mostra e per far vedere che anche io ero parte di quel mondo edulcorato e instagrammabile. Ero la classica bimbaminkia o come si scrive. Insomma ho un passato in cui, come molti miei coetanei e adulti, ho “zoccoleggiato” nella rete in cerca dell’approvazione degli amici di FB e dei followers. Chi non hai mai fatto la/lo zoccolo/a sui social? However, sono cresciuta e mi sono resa conto dello squallore di tutto ciò, di come quella fosse una “realtà” parallela e di come fare l’influencer dei povery non fosse my cup of tea. Sbagliare è umano: sono una zoccola digitale pentita, lo ammetto. MADAME BOVARY  digitale C’EST MOI.

Ultimamente oltre alle domande di routine: “Starei bene con il caschetto?”, “le unghie rosa o rosse?” ho iniziato a pormi delle domande riguardanti il mio uso, anzi, abuso di whatsapp. A cosa mi serve? Come sto investendo il mio tempo? Soprattutto con chi? Non sarebbe meglio parlarsi, invece di scriversi o mandarsi audio? Questa neoepistolarità tecnologica stava assorbendo le mie energie e il mio tempo senza una reale ragione. Quindi, ho deciso di disinstallare whatsapp senza fare inutili proclami, ho semplicemente inviato un messaggio ai miei amici stretti (un paio): “Tolgo whats, potete contattarmi tramite email” Ovviamente la scelta non è stata capita, la gente nata alla fine anni 90, che pensa che il cellulare sia la prosecuzione del braccio, già non aveva mai capito come mai non postassi da anni il mio culo su Instagram (anche se vale il principio: sparito un culo, se ne fa un altro), figurarsi togliere IL (e dico IL) mezzo di comunicazione per eccellenza. I commenti sono stati: “Ma come faccio a contattarti?” (detto da un mio amico che vive a due passi da me), “Praticamente non ci sentiremo più” (come se mandarsi sporadicamente il Buongiorno e la buonanotte fosse un sentirsi vero). La Madre, invece, ha detto che è inutile toglierlo, perché sarebbe una regressione e invece dobbiamo adeguarci al progresso. Madre cara, non mi pare particolarmente produttivo inviare sul gruppo “famiglia” le Gif del Buongiorno quando viviamo sotto lo stesso tetto . E poi siamo sicuri che questa ondata di tecnologia sia un reale progresso? 

Inizialmente, dopo l’atto di abiura, non mi ha contattato nessuno ,ma dopo un paio di giorni mi sono arrivate molte mails ed erano stranamente profonde e intense (visti i soggetti). Perciò, sono arrivata a pensare che la messaggistica sia percepita come instantanea, fruibile sul momento e perciò consti prevalentemente di cazzate. Invece la mail desta, soprattutto in noi giovanissimi, un timore reverenziale e ci obbliga ad usare i pochi neuroni rimasti  per partorire qualcosa di più profondo. My friends and I siamo passati dal parlare di  BDSM al dialogo sul senso della vita. Dal porno a Brecht. Il salto è immenso e commovente. C’è speranza anche per noi, forse anche noi abbiamo il riverbero spirituale e intellettuale, solo che è nascosto bene.  Whatsapp può essere utile, ma io lo usavo per cazzeggiare o per chattare con i cazzetti. Quindi per me era un Memento cazzeggiare e al momento ho bisogno di Memento studere. 

ORA NON devo più rispondere a gente che mi sta sulle palle o leggere quegli odiosi messaggi sui gruppi “A. Perché non rispondi?” (gruppo Cugini, Family, gruppo single, gruppo single con tizia fidanzata , gruppo senza quello and so on, gruppo di masturbazione femminile , insomma gruppi per ogni cosa).  Il galateo whatsappiano mi metteva ansia e sinceramente non ho mai capito la legenda delle emoticons, oppure se sia socialmente accettabile visualizzare o non rispondere ad una cazzata, o, in addition, se sia contemplata la facoltà di abbandonare un gruppo senza incappare nella gogna sociale. Vi è mai capitato di dovervi prestare a scambi di messaggi del genere: “Ciao come stai?” “bene, te?” (dopo un’ora), “Bene (dopo tre ore)? Chiaramente, nella maggior parte dei casi, alla base c’è l’ inseguire il mito del” mantenere i rapporti”, quando non ce ne frega un cazzo. Io per prima, in alcuni momenti di noia, ho scritto ad una mia compagna delle elementari con cui non ho più nulla da spartire da almeno 10 anni. Whatsapp ci permette di mantenere i rapporti più a lungo, ma NE ABBIAMO BISOGNO? Secondo me no. 

Non posso assicurare che ci sia vita dopo la morte, ma vi assicuro che oltre Whatsapp c’è vita e non è necessariamente peggiore.

Comunque trovo ugualmente qualcosa da fare(vedi foto). Buona serata

nor

Annunci

8 pensieri riguardo “Ante Whatsapp non c’era niente

  1. Cara Alba,

    credo che whatsapp sia uno strumento come un altro. Rispetto all’email ha il vantaggio dell’istantaneità e della brevità del messaggio. Mi interessa questo, di questo strumento, e in questo modo lo uso. Quando sbircio le chattine di mio figlio che ha 11 (fatto un paio di volte, mi fido di lui e del suo giudizio) vedo decine di messaggini di faccine o versi belluini registrati.
    Non capisco, non mi interessa, non lo userei mai così. Se non ti piace, non è per via di whatsapp, ma di come le persone intepretano lo stare vicini.
    L’intensità di un caffè preso in due, guardando tutto il non gestuale di una persona e da esso farsi guidare per capire quanto a fondo puoi parlare con essa…. è impagabile. Ma non sempre si può fare.
    Whatsapp, email, sms, quelcazzochevuoi.. mi serve per avere la possibilità di rivivere questo contatto faccia a faccia che è quello in cui possiamo usare sei sensi su sei.
    Abbracci.
    A.

    Mi piace

    1. Buonasera,
      Grazie per il commento! Infatti il tuo è il modo corretto di usare whatsapp, il problema è che tendenzialmente noi giovani tendiamo all’abuso. Non è che ci trascorressi ore e ore, però ci passavo troppo tempo e per cose inutili. Perciò ho deciso di disinstallarlo per un po’, un po’ di fresh air. Comunque vorrei che anche i miei genitori avessero sorvegliato i miei social quando ero ragazzina. Da ragazzini, anche se giudiziosi, si è più propensi a fare cavolate ed è normale. Il pericolo è quando le cavolate sono pubblicate sui social, perché appunto restano e in futuro ti potresti pentire. Ovviamente vedersi e stare insieme ha un altro sapore, però non sempre è possibile. Non è possibile paragonare la conversazione faccia a faccia e il linguaggio prossemico ad una mail. Gli amici con cui esco sempre non li sentivo neppure su whats, perché con loro c’è un rapporto continuo. Il problema erano gli Altri, quegli amici che vedo poco, perché vivono lontano and so on. In generale noto che molte persone di età diverse stanno continuamente al cellulare anche quando sono in compagnia e questo è così triste.
      Abbracci
      Alba

      Piace a 1 persona

  2. Secondo WA é un ottimo mezzo di per informarsi e divertirsi.
    Io personalmente non ne abuso perché non ho tantissimi contatti, essendo nato nell’epoca degli SMS e MMS vedo WA come una sorta di piattaforma gratis dove posso fare quello che voglio.
    Mi ricordo ancora quando gli MMS costavano 5 euro ahaha
    Sono gli altri social il problema, ovviamente se usati male (come per mettersi in mostra)

    Mi piace

    1. Buongiorno Federico,
      Il tuo è il modo corretto di usare whatsapp. Io, invece, mi sono resa conto che ci passavo troppo tempo, soprattutto quando studiavo, e dal momento che faccio tremila attività e che lo studio mi risulta ostico, è stata la scelta migliore. Io ho sempre avuto whatsapp, dato che quando i miei mi hanno regalato il primo cellulare (a 13/14 anni) già esisteva. Quindi non ho dovuto vendere un rene per gli MMS ahaha. Comunque i social sono la nostra rovina (sembro mio nonno😂), ormai le persone pensano più a far finta di divertirsi nelle stories di instagram invece di divertirsi realmente. Quest’ansia di protagonismo è triste.

      Piace a 1 persona

      1. Studiando comunicazione mi sono reso conto che il problema non è il mezzo ma come lo usiamo.
        Forse la scelta giusta non era eliminare wa, ma imparare a gestirlo.
        Anche perché prima o poi ti servirà sicuramente!
        Lo stesso discorso vale per i social secondo me

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...